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Federico Sirianni e Matteo Castellan

Ballate balcaniche

Federico Sirianni & Matteo Castellan

BALLATE BALCANICHE in Concerto

Federico Sirianni, voce e chitarra
Matteo Castellan, fisarmonica

Nell’est Europa vengono comunemente chiamate krtchme. Piccoli luoghi illuminati da luci fioche di candela che cola cera sul tavolo di legno.
Birra, vino, vodka e rakia bagnano le gole dei presenti mentre, sul piccolo palco, musicisti che sembrano usciti da una favola zingara suonano e cantano di amori lontani o perduti, di feste e di guerre.
In mezzo alla sala qualcuno balla abbracciato, è un ballo morbido, dolente, goffo e appassionato.

A ricreare questa atmosfera sono due musicisti d’estrazione molto diversa ma emozionati dalla stessa suggestione: Matteo Castellan alla fisarmonica e Federico Sirianni alla chitarra e alla voce.
Ballate balcaniche è lo spettacolo che portano in giro raccontando storie vere e surreali, suonando, cantando e reinterpretando musiche e canzoni tradizionali, pirotecniche e strappacuore, direttamente dall’est Europa.

FEDERICO SIRIANI

Cantautore genovese adottato in età adulta da Torino, è ospite giovanissimo al Premio Tenco e, in seguito, vince il Premio della Critica al Festival Musicultura (2004), il Premio Bindi (2006) e il Premio Lunezia Doc (2010). Ha all’attivo tre dischi – l’ultimo dei quali, “Nella prossima vita”, realizzato con gli GnuQuartet, è stato definito dalla critica “il disco italiano più bello del 2013” – e un libro-disco, “L’uomo equilibrista”, edito da Miraggi. Ha centinaia di concerti all’attivo tra Italia ed Europa, scrive musiche e canzoni per il Teatro della Tosse di Genova ed è docente del corso di Songwriting presso la Scuola Holden di Torino.
Numerosissime le collaborazioni nel corso degli anni (dal grande clown Django Edwards al geniale trasformista Arturo Brachetti, dagli straordinari GnuQuartet al surreale poeta Guido Catalano).
E’ stato tra i primi a proporre in italiano canzoni di ambientazione balcanica, dopo una lunga serie di viaggi e soggiorni nell’est Europa “dove – dice – ho visto in anticipo sui tempi quello che Kusturica ha portato sugli schermi cinematografici. E non c’era nulla di visionario, era tutto vero”.