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Tullio Solenghi

La risata nobile

La letteratura comica da Aristofane a Flaiano, da Marziale ad Achille Campanile.

un progetto di Sergio Maifredi e Tullio Solenghi
produzione Teatro Pubblico Ligure

Il fulcro narrativo di uno dei più grandi successi letterari di questi ultimi anni, “Il nome della rosa” di Umberto Eco, si dipana attorno alla demonizzazione del secondo libro della “Poetica” di Aristotele, che tratta della “Commedia” e del “riso, denunciandone gli effetti scandalosi, indecenti, addirittura demoniaci.

Questo paradosso frutto della geniale invenzione di Eco ha in sé qualcosa di tristemente veritiero. In qualsiasi campo dell’espressione artistica infatti, cinema, teatro, letteratura, poesia, le opere di natura comica hanno sempre rappresentato una sorta di Cenerentola nel loro reciproco settore di appartenenza. Lo spettacolo intende rendere ragione almeno della parte letteraria con una antologia di letture comiche che, partendo dai padri nobili, Aristofane e Marziale, attraverso i secoli giunge fino agli autori a noi più vicini (Marchesi, Metz, Flaiano, Campanile) per passare a quelli contemporanei (Eco, Vaime, Simonetta) e sfociare infine in quelli attuali (Benni, Gino e Michele, Villaggio). La risata che ne scaturisce abbiamo voluto battezzarla “nobile” a riprova dell’assioma di partenza, cioè quello di restituire alla letteratura comica una legittima, più rilevante collocazione in seno alla letteratura generale. Non a caso uno dei “nobili” autori da noi proposti, il geniale Campanile, ebbe estimatori dell’importanza di Montale, Calvino, Benedetto Croce.
Tullio Solenghi