Premio Frantoi dell’Arte alla Villa Romana del Varignano Vecchio

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La Villa Romana del Varignano entra a far parte del progetto STAR Sistema Teatri Antichi Romani
La Villa in accordo con il Polo Museale della Liguria ospita eventi spettacoli ed incontri organizzati dal teatro pubblico ligure e dal 2016 il Premio frantoi dell'arte. I progetti sono firmati da Sergio Maifredi e realizzati con il supporto di Regione Liguria e la collaborazione del Comune di Portovenere .


Informazioni storiche a cura del Polo Museale della Liguria

varignano

La Villa romana del Varignano Vecchio è esemplificativa di un tipo di residenza che assomma le caratteristiche tipiche della villa rustica e quelle della villa maritima d'otium. Essa ospitava il dominus che si occupava personalmente del buon andamento della sua azienda agricola e che, nei momenti di svago e di riposo, si appartava nei quartieri padronali godendo dell'amenità e tranquillità dei luoghi. La villa è situata in una posizione particolarmente felice: al fondo di una piccola valle ricca di acque, prospiciente il mare, circondata da un fundus coltivato a oliveto, forse anche con zone boschive e di pascolo. La fase più cospicua e meglio conservata del'insediamento si data a età sillana (prima metà del I secolo a.C.), per le tecniche murarie e le tipologie pavimentali. Il complesso rustico-residenziale del Varignano Vecchio è preceduto da un vasto insediamento con ricchi pavimenti in opera signina che si colloca nell'ambito degli ultimi decenni del II secolo a.C.  Fra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C. le strutture di questa più antica abitazione vengono demolite e rase al suolo per far posto a un nuovo grande edificio articolato su più livelli e con settori specializzati, del quale sono state individuate tre fasi edilizie.
La villa del Varignano Vecchio costituisce per la Liguria un unicum, sia per quanto riguarda la conservazione degli elevati murari e delle pavimentazioni, sia per le caratteristiche tipologiche che la collocano nell'ambito di un'edilizia residenziale di elevata qualità.
Nella pars fructuaria si sviluppa il quartiere dei torchi oleari (torcularium) costituito dall’impianto delle macchine per la frangitura e dalla grande cella olearia, realizzato su diverse quote e addossato alla roccia, regolarizzata con un taglio artificiale. L’accesso all’impianto produttivo avviene attraverso lo spazio aperto della Piccola Corte, alla quale si perviene tramite un ingresso indipendente dalla campagna, nell’angolo nord. Nel locale dei torchi, pavimentato in opus spicatum , sono alloggiate due presse olearie ed erano in funzione contemporaneamente due vasa olearia del tipo più antico, descritto da Catone, azionato da leve e funi. Alla cella olearia si accede attraverso una larga apertura dalla Piccola Corte; sul lato nord-est un muro contiene lo strato di riporto nel quale sono infissi i dolia fino alla spalla. Alla Piccola Corte giungevano i carri per caricare l’olio, ormai travasato in anfore e pronto per la commercializzazione.

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