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Odissea un racconto mediterraneo

Odissea – Un racconto mediterraneo restituisce alla narrazione orale, al cantore vivo e in carne ed ossa di fronte a noi, le pagine dell’Odissea che dagli anni della scuola abbiamo letto in silenzio.

L’Odissea è la prima fiction a episodi. Questa è una delle sue forze. I racconti vivono assoluti. Il “montaggio” avviene nella testa dello spettatore che può conoscere o ignorare gli episodi precedenti.

Odissea – Un racconto mediterraneo è  una  rotta, la rotta di Odisseo, ed è la rotta che unisce le sponde del mediterraneo da Est a Ovest da Nord a Sud.

L’Odissea è un arco che scavalca le epoche. È la classicità e al tempo stesso la modernità, inventa il flash back tremila anni prima del cinema americano, cala Odisseo all’Inferno duemila anni prima di Dante. Calipso oggi scolpisce in  un sms il suo ultimo pensiero per Odisseo e Odisseo twitta la strage dei Proci anziché affidarla a Femio il cantore, padre di tutti gli uffici stampa del mondo. Ma la forza dell’Odissea resta immutata.

Odissea – Un racconto mediterraneo è un progetto permanente, un percorso da costruire canto dopo canto scegliendo come compagni di viaggio i grandi cantori del teatro contemporaneo e quegli artisti che sappiano comunicare in modo estremamente diretto, non con la protezione del “buio in sala” ma guardando negli occhi il proprio pubblico, non proteggendosi dietro gli schermi delle belle luci o di una bella musica di sottofondo ma affrontando a mani nude la parola.

Odissea - Un racconto mediterraneo è una proposta nel progetto STAR

 VIDEOODISSEA
 

Ascanio Celestini


Piergiorgio Odifreddi


Gianluca Favetto


Davide Enia


Dario Vergassola e David Riondino


Dario Vergassola e David Riondino


Roberto Alinghieri


Mario Incudine


Vincenzo Pirrotta


al Politeama Genovese - 2014
 

Valerio Binasco


Maddalena Crippa


Roberto Vecchioni


David Riondino e Dario Vergassola


Piergiorgio Odifreddi


Tullio Solenghi


 
su Rai5

frame celestini

Ascanio Celestini

La strage dei Proci


 frame dix

Gioele Dix

Il viaggio di Telemaco


 frame rossi

Paolo Rossi

La maga Circe


 frame mannino

Teresa Mannino

Le Sirene, Scilla e Cariddi


 frame ovadia

Moni Ovadia

La gara con l’arco


 

Qui di seguito pubblichiamo le tre liriche che Roberto Vecchioni ha scritto per il nostro progetto Odissea un racconto mediterraneo, dedicandole a Penelope, Nausicaa e Calipso:

PENELOPE

C'è sempre nell'ombra
che non pronuncia parole
che fila e disfa promesse
un uomo che arriva
un uomo che parte
Itaca è un non luogo,
spiraglio,
passaggio, c'è quando
s'apre l'onda e allora ecco
il letto il bacio l'amore
altrove e sempre affoga
è sommersa, è un vetro doloroso
a guardare lontano,
tutta l'inappartenenza.
Perché Itaca è nuvola:
è il mare il mondo, l'uomo, "quell'uomo"
tu sai benissimo chi è e se
torna, torna per prendersi il suo
non ha versato lacrime ad ogni
freccia che trafigge il destino
e ad ogni freccia è come perderlo
poco alla volta, tu sai che durerà
una notte la fiamma e hai vissuto
ti sei compiuto in quella.

Per lui non c'è luogo
ogni Itaca è un non luogo
farà i bagagli e chiamerà a raccolta
presto rotolerà come perle sul marmo
il suo pensiero, l'amore
e sarà nostalgia di perderlo, per te
al fulgore di averlo ritrovato
prima che irrequieta la vela
riprenda a cercare; prima che
Itaca sia sommersa di nuovo dal mare.

NAUSICAA

Ti ascolto e tremo
cullata, inebriata al vento
delle tue parole, sei
l'albero del mio giardino,
l'accordo di cetra, l'insolente
voglia della tua tenerezza:
sei l'uomo, la moltitudine
dei prati e dei mari, e poi
l'approdo che è un momentaneo
abbaglio, per me che fremo
poggiata alla colonna e sfioro
il mio fianco come a pensarlo tuo;
e subito il rimorso
di averti pensato come una donna
io che sono bambina.
Passerò i giorni a ripetermi
l'estasi delle tue parole
come infiniti ritorni
di un'onda e della spuma che non mi può bagnare
di un ingenuo impossibile amore.

CALYPSO

Io sono sola
di quella solitudine
che dà l'essere immortali:
nessuna pena concede, nessun dolore
nessuna tempesta all'orizzonte.
Io sono sola di attese
cancellate, segni da Zeus
che mi tolgano finalmente
questo tremendo assillo della felicità

Con te soffrire al gemito
di un abbraccio insperato, a tendermi dentro l'urlo
che mi viene dal tuo amore
è uscire, straniero
da questa divina prigione
di sensi pacati e cieli
inutilmente azzurri

Vale in disperazione e pianto
vale più il tuo addio
di questa cieca eternità
che avrò da vivere

E non sarò più se non ombra
quando ti perderai
di là del capo di Ogigia
Odisseo, perché non un'isola,
il mare, il mare è il tuo mondo

 

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date Odissea un racconto mediterraneo

15
Set
Area archeologica della Antica Città di Luni
-
Ortonovo
con Stella Tramontana, Filippo Nicolai, Luca Ceccarelli, Pietro Bigini

06
Nov
Teatro Carcano
-
Milano
La gara dell’arco - canto XXI con Moni Ovadia

12
Feb
Teatro Carcano
-
Milano
Penelope - canto XXIII con Maddalena Crippa

05
Mar
Teatro Carcano
-
Milano
Il problema dei buoi di Archimede - canto XII con Piergiorgio Odifreddi

09
Apr
Teatro Carcano
-
Milano
Odisseo e Penelope - canto XIX con Tullio Solenghi