• teatropubblicoligure logo
  • 200web ODISSEA

  • 200web ILIADE
  • 200web eneide
  • 200web DECAMERON
  • logo STAR
  • logoweb portuslunae
  • 5terre 200
  • 200web soriteatro
  • 200web DIALOGHI
  • 200web FRANTOI
  • 200web FESTIVALSCALIPIEVE
  • ATLANTE
  • 200web GROCK
  • 200web YvesKlein
  • 200web POLONIA
  • logo tearto
  • I boreali
  • Home
  • progetti e festival
  • Atlante del Gran Kan

Atlante del Gran Kan

autobiografie di una città

loghinoATLANTE tpl

progetto di
sergio maifredi e gian luca favetto 

scritto da gian luca favetto
regia sergio maifredi
direttore di produzione lucia lombardo
produzione 
Teatro Pubblico Ligure 

 

 

Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d'un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell'economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.
Italo Calvino

IL PROGETTO

Atlante del Gran Kan è il nuovo progetto del Teatro Pubblico Ligure di Sergio Maifredi. La prima nazionale avrà luogo venerdì 12 maggio (ore 19.00) a Sori in Liguria al Teatro Comunale, poi il Gran Kan riparte subito per Enna in Sicilia dove il 26 e 27 maggio si ferma al Teatro Garibaldi. Atlante del Gran Kan è scritto da Gian Luca Favetto, diretto da Sergio Maifredi e interpretato da ventotto abitanti dei luoghi in cui prende forma. Ognuno di loro sale sul palcoscenico e legge la sua storia, raccolta e lavorata dalla penna di Favetto. 

leggi tutto

Nasce così una mappa biografica che costituisce una carta di identità cittadina, un affresco letterario in cui le singole vite si intrecciano l’una con l'altra formando la trama umana che anima l’ordito della città. Proprio come se da una carta geografica uscissero le persone che abitano fra quelle righe, guidate dalla mano di uno scrittoreLo spettatore assiste ad una commedia umana in cui si definisce il carattere di una comunità fatta di individui, la cui esistenza contiene sempre un dettaglio capace di risuonare in chiunque la ascolti. Dopo il passaggio del Gran Kan la città non è più la stessa. Per questo è un Atlante speciale che rivoluziona i nomi dei luoghi: la prima pagina s’intitola IROS - Autobiografie di una città e viene letta a Sori. La seconda pagina èANEN - Autobiografie di una città e viene letta a Enna. Abitanti e pietre rivelano il mistero che li tiene insieme, come un anagramma da decifrare.


GIAN LUCA FAVETTO e SERGIO MAIFREDI:
“Le città sono immaginazioni, proiezioni, disegni e sguardi che si accumulano e contraddicono. È nelle contraddizioni che le città dicono il loro presente, si concretizzano, si affermano, danno forma a quella molteplice identità che le distingue. Le città sono dialoghi continui, discussioni, monologhi che si accavallano; sono flussi di coscienza in cui acquistano funzione di parola anche l’asfalto, le finestre, il traffico, i semafori, gli alberi, le cantine.
Le città sono essere, singolare plurale. Un essere, molti essere –modi di. Non un sostantivo, che definisce, indica, cataloga, blocca; ma un verbo, che agisce, che è molti agire, un verbo che contiene una personalità comunitaria, una personalità multipla. Sono movimento, un continuo mutare e intrecciarsi di luoghi, ipotesi, pensieri, gesti, passi, cammini, un sovrapporsi di punti di vista. E i punti di vista sono corpi, sono uomini.

Leggi tutto

StampaEmail

SORI - IROS

logo irosAtlante del Gran Kan
autobiografie di una città

un progetto di 
sergio maifredi e gian luca favetto
scritto da gian luca favetto
regia sergio maifredi
direttore di produzione lucia lombardo

produzione Teatro Pubblico Ligure
a Sori in collaborazione con il Comune di Sori
e con gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi

Non c’è porta, non c’è scala, nessun ingresso che conduca a Iros,
l’ultima città al confine dell’Impero.
Sulle alte mura che la proteggono e che si impennano
per chilometri verso l’infinito del cielo sono dipinte le strade,
le piazze, i palazzi, le fontane, i giardini che la compongono.
I suoi abitanti vivono ai piedi della mappa disegnata dagli antichi.
Non esistono forestieri a Iros.
Tutti coloro che, giungendo dai luoghi più lontani, osservano
con attenzione e mente aperta i disegni che ornano la sua cinta,
già la abitano.
I più stolti, invece, dopo giorni, mesi, magari anni di marcia,
credono di non averla ancora raggiunta.
Non indovinano che abitare a Iros è camminare per arrivarci.

Gian Luca Favetto

comp iros

 

StampaEmail

I video - Atlante del Gran Kan

SORI >< IROS
servizio su Telegenova

logo TGR

Servizio di Rai3
al min 14 e 07

ENNA >< ANEN
estratto dello spettacolo

ENNA >< ANEN
servizio TGR Sicilia

ENNA - ANEN

logo anenAtlante del Gran Kan
autobiografie di una città

un progetto di
sergio maifredi e gian luca favetto
scritto da gian luca favetto
regia sergio maifredi
direttore di produzione lucia lombardo

produzione Teatro Pubblico Ligure
a Enna in collaborazione con il Teatro Comunale Garibaldi di Enna
e con Compagnia dell’Arpa - Compagnia Residente presso il Teatro
Elisa Di Dio, Filippa Ilardo, Mariangela Vacanti, Angelo Di Dio

Fra le molte città ricche e potenti che incontri nelle terre d’oltremare, a Meridione, Anen è la più bella e inespugnabile.
Si erge alta su uno sperone di verde e di roccia che la nebbia in certe giornate compatta. Con le sue torri, le antenne, i campanili sfiora l’infinito. Le sue case sono anime viventi, si muovono, passeggiano. Più volte l’anno vanno in processione. Le puoi ascoltare mentre si chiedono “permesso”, si scambiano “prego”, “grazie”, si dicono “buongiorno”e “buonasera”, quando s’incontrano. Le porte e le finestre rispondono alle domande e a volte capita che ne rivolgano ai passanti.
Le strade, le piazze, le mura, il castello sono sedie divani tavoli letti dove chiunque può sedere mangiare dormire.
Ma soltanto di giorno. La notte si invertono le parti, si scambiano ruoli e forme. Gli uomini, le donne, i vecchi, i bambini diventano case porte finestre strade piazze, mentre le piazze, le strade, le finestre, le porte, le case s’incarnano in uomini donne vecchi bambini.
A vicenda si specchiano le anime.

Gian Luca Favetto

StampaEmail